Di Cagne e Popper

Siamo onesti. Il mondo è delle Cagne.
Nel vocabolario di Kella, dicesi “Cagna” colei che sfrutta l’innato potere della patata per ottenere quello (cosa o persona) che vuole.
Credo di averlo imparato verso gli undici, dodici anni. Quando alle mie amiche sono cresciute le tette e a me no.
 Ah, la gioia di essere un’adolescente con spiccate doti di analisi della realtà e completa mancanza di femminilità! Sì, perché. oltre al piattume congenito, non dobbiamo dimenticare il disastro tricologico che mi ha accompagnato per anni e le discutibili scelte in fatto di abbigliamento e la poca dimestichezza con tutto ciò che aveva a che fare col beauty.
Un cesso a pedali, insomma.
Anche perché all’adolescente maschio medio non gliene può fregar di meno che tutto sommato tu abbia le caviglie sottili, le labbra carnose e il naso bellissimo (perché poi invece dopo apprezzano, giusto?).
L’adolescenza l’ho passata in un angolo, con le scarpette da punta ai piedi e gli occhi sempre incollati a un libro. E quando provavo a mettere la testa fuori, compariva una di queste tipe consapevoli, sicure di sé, provocanti, maliziose. Quante potrei raccontarne! Ne ho una lista infinita, ché nemmeno un Rotolone Regina.
E i travasi di bile quando senti il penemunito medio affermare che le donne sono tutte Cagne.
No, grandissime teste di cazzo. Il punto è che se non sono Cagne, per voi sono invisibili. Non le vedete neppure. E quand’anche, per un fortuito allineamento dei pianeti e degli ormoni, vi doveste accorgere che in giro c’è anche dell’altro e che (ma pensa!) forse non è nemmeno poi così male, è un fatto passeggero.
Alla prima occasione tornate a razzolare là dove avete sempre trovato mangime facilmente accessibile e abbondante.
Ché di base al penemunito medio fa comodo pensarla così. Minimo sforzo, massimo risultato, no?

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Non so esattamente quando ho deposto le armi.
Certo, negli anni impari a valorizzarti; i capelli crescono, fai amicizia con l’intimo giusto, con i tacchi, con l’eyeliner. Ma non è questo il punto.
Resti quella troppo spaventata e avvilita dalla realtà per viverla. Perché tanto lo sai come va finire.
Non sarai mai abbastanza.
E un po’ finisci a cercare conferme del fatto che tu non lo sia, invece di provare il contrario.
Verificazionismo dei fallimenti bello e buono.
E nel tempo i fallimenti aumentano, perché tu migliori e allora costruisci nuove aspettative, sempre più alte. E le aspettative sono lammerda.
Che le Cagne siano delle falsificazioniste popperiane? Che il trucco stia tutto nel pensare che tu avrai quello che vuoi, “no matter what”, perché non c’è motivo per cui non dovresti averlo, fino a prova contraria?
Probabile.
Il fatto è che non ne sono capace.
E allora aspetto nel mio angolino. Sto qui ad attendere che le mie teorie vengano smentite, che mi si dimostri che sto sbagliando e non ci ho capito nulla.
Però per adesso ho ragione io.

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8 risposte a "Di Cagne e Popper"

  1. Condivido per quanto possa un maschio farlo. Mi piace soprattutto questa frase
    “Resti quella troppo spaventata e avvilita dalla realtà per viverla. Perché tanto lo sai come va finire.
    Non sarai mai abbastanza.”

    Si risolverebbe tutto se ci piacessimo tra “spaventati.” Ma non accade mai.

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  2. Credo non sia impossibile, ma è difficile. Si sta in due perché è meno spaventoso che stare da soli. Tra spaventati possono nascere ottime amicizie, perché si condividono gli stessi timori.
    Ma da una relazione, per quanto mi riguarda, mi aspetto altro. Mi aspetto che venga messo un freno alle mie debolezze, che mi si dia forza,

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  3. Io credo che molti “deboli” siano in realtà persone forti, ma incomprese. Che hanno solo bisogno del catalizzatore giusto. L'amore in potenza fa miracoli, lo dico perchè li ho vissuti e ho percepito i suoi effetti sulla mia persona. Certo, ci vuole maturità, equilibrio e apertura mentale, come nella vita.

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  4. Il non essere abbastanza non è solo un problema tuo. Colpisce donne e uomini.
    Non si è abbastanza quando ti senti dire di no.
    Poi, quando scopri che il motivo del rifiuto è una persona che alla fine non è granché, ti senti ancor meno del non essere abbastanza.
    Ancor peggio è se non ti dice che frequenta qualcuno con la comoda scusa che avresti dovuto capire.
    Pensi al suo silenzio sull'argomento e sulla mancanza di rispetto nei tuoi confronti.
    Si è tristi…e in questo momento mi sento così.

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