Lately

Ho smesso di  agitarmi durante la notte. Non mi trovo più piegata in due per le fitte allo stomaco. Non faccio più sogni assurdi in cui aspetto qualcuno, sorridendo, finché mi accorgo che non arriverà nessuno e allora vado in giro urlando e chiamando come una pazza tra stanze grigie e abbandonate. Non sento quasi più le conversazioni in testa, quando gli occhi mi diventano pesanti e non ce la faccio più a tenerli aperti. Abbraccio il cuscino e quasi sempre dormo.
Ho ricominciato a mangiare. Non prendo più tonnellate di antiacidi, non mi viene più da vomitare ogni volta che metto qualcosa in bocca. Non passo più le giornate a massaggiare la bocca dello stomaco, nel tentativo di sciogliere quel nodo. Mangio più o meno tutto e ogni tanto ho anche fame.
Non piango quasi più. Mi guardo allo specchio e non ho più voglia di romperlo. Ogni tanto mi incazzo e allora gli occhi diventano lucidi lucidi. Però riesco quasi sempre a buttare giù il rospo, respirare a fondo e farmela passare.

[tumblr]

Resta il vuoto.
Gli esami che rimando, perché non riesco a concentrarmi. Le ore passate a fissare il nulla che ho davanti agli occhi.
L’apatia. La sensazione che niente abbia senso. Ché tanto io non finisco mai nulla e allora tanto vale non ricominciare nemmeno. Ché tanto fallisco, fallisco sempre. E alla fine mi rialzo e dico che va tutto bene.
Ma non c’è niente che va bene, semplicemente perché non c’è niente in assoluto.
E sì, alla fine andrà meglio e non è così grave ed è un momento.
Ma io sono stanca e quanti momenti posso ancora tollerare? Quanti sguardi preoccupati? Quante parole di pietà?
Giuro che ero brava a stare da sola, che non mi è mai pesato granché. Devi essere indipendente, in ogni modo, in ogni senso. Mi hanno cresciuta così e io ci ho sempre creduto fortissimo.
Però si vede che non sono abbastanza forte.
Oppure è solo che l’indipendenza è una cazzata pazzesca. Si può essere autonomi, al massimo, ma indipendenti in tutto e per tutto probabilmente no.
E io non ci capisco più niente, perché forse sono io, col il mio morboso bisogno di avere un legame esclusivo, a non avere senso, a essere sbagliata. Forse non riuscire più a tenermi in piedi da sola è il mio ennesimo fallimento.
Però il vuoto c’è, grosso e freddo. E io mi agito come una pazza per buttarci dentro tutto quello che posso, nella speranza di riuscire a riempirlo. Ma è come un buco nero, quel vuoto lì, risucchia tutto. E invece di riempirsi, si allarga e risucchia anche me. Così forte che temo che qualcuno dovrà venire a tirarmene fuori.
Non ci riesco proprio a riempirlo da sola, questo vuoto maledetto.

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