Annaspare

Vederti annaspare.
L’acqua ti sta sommergendo, un po’ alla volta. Non è bello da vedere.
Sogni lunghi mesi. Nient’altro che sogni. O forse no.
C’è del vero nei sogni. Non si finge quello che non dici e che c’è. Tu non lo dici, ma è lì. Il cuore, il vuoto, non si fingono.
Usarti come specchio.
Il dolore, il rifiuto, l’abbandono, buttare tutto all’aria. Provare a cambiare senza cambiare davvero. La gente che procede mentre tu rimani lì bloccato. Ché indietro non si torna e avanti fa troppa paura andare.
Aiutare qualcun altro, per provare a sé stessi che se ne può venire fuori.
Vederti sbattere contro un muro e non poter far nulla per evitarlo. E mordersi le mani, perché non possono afferrarti e tirartene fuori.
Non ti ridanno mai quello che ti è stato tolto. La storia non si cambia.

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Vederti annaspare.
Rubare la felicità degli altri, invece di costruirla per sé.
Lavorare duro per i realizzare i desideri e poi accontentarsi. Quando sei a un passo dal riprovarci di nuovo, quando ti torna la voglia di pensare a quello che c’è dopo domattina. Tra un mese, tra un anno. Accarezzare l’idea di ricominciare. E la felicità sono quei sorrisi che, anche se non li vedi, li senti esplodere. E poi mollare.
Costruire corazze. Contro le paure e il terrore di non farcela a rialzarsi un’altra volta, l’ennesima.
Fingersi cattivi, fingere di non valere nulla. Tentativo di rendere la vita più semplice. Tentativo di sentirsi libero. Nessuna responsabilità, nessuna colpa.
Fingersi menefreghisti, perché vedere gli altri delusi da te, ti fa star male.
Dare dei buoni motivi per non avvicinarsi. Riuscirci benissimo e soffrire perché si è soli.

Vederti annaspare.
La rabbia che si riversa sugli altri e che, immancabilmente, io riverso su di me.
Perché è inutile punire gli altri per il male che ci è stato fatto. La legge del taglione non va d’accordo con i sentimenti. E allora fare del male per vendicarsi del male subito, per me non ha senso.
Distruggere quello che non capisci e che ti fa incazzare. Distruggere tutto quello che contraddice quello che pensi di essere. Distruggere le reazioni che non ti aspetti, pensando che non siano giuste, solo perché diverse dalle tue.

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Vederti annaspare.
Nelle convinzioni del cazzo, nell’annullarsi nell’altro.
Creare dipendenze. Rendersi necessari perché non si è capaci di dire che siamo noi a non poterne fare a meno. Da soli non ci si trova un senso. Non bastiamo a noi stessi. Non essere abbastanza per essere felici.
Sei il mio riflesso.
E mi sanguinano le mani a forza di morderle.
Essere vigliacchi, scappare cercando scuse, scaricando responsabilità. Riempire gli altri di sensi di colpa, per non sentire i propri.
Creare difficoltà, creare ostacoli al bene. E gli occhi saranno sempre più benevoli guardando gli altri che guardando sé stessi.
E allora vorrei guardarmi come guardo te.

Io la smetto di annaspare, prima o poi. Io la smetto.

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2 risposte a "Annaspare"

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