Cosa sono i milioni se in cambio ti danno le scarpe?

Questa faccenda della vita-da-adulta-che-lavora mi ha costretto a fare una cosa che non facevo da circa un anno e mezzo: comprare abbigliamento.

Il perché per circa un anno e mezzo io non abbia comprato vestiti meriterebbe un post a sé, la cui scrittura ho più volte intrapreso nell’epoca oscura in cui ero senza PC. Se a qualcuno interessa, posso anche decidermi a raccontare quest’altra storia.

Per ora basti sapere che la sottoscritta dispone di un guardaroba ormai ridotto ai minimi termini. Che va necessariamente rimpolpato in virtù del fatto che, a quanto pare, la società civile non apprezza che si vada in giro in pigiama e pantaloni di tuta rubati ai fratelli.

Affronteremo perciò l’annosa questione delle scarpe primaverili da città, che, contro ogni aspettativa, non sembrano essere le simil-converse comprate in svendita al reparto bambini di Panorama tre estati fa. Incredibili le cose che accadono nel magico mondo degli aventi impiego.

Attualmente l’unico paio di scarpe in mio possesso che si presta all’arduo compito di non farmi sembrare una scappata di casa è quello delle adorabili ballerine con i lacci alle caviglie di Mango, scopiazzatura delle celeberrime Aquazzurra. Molto graziose, ma non particolarmente comode quando si tratta di camminare a lungo, come spesso mi accadrà di fare nei prossimi mesi. Allego diapositiva tratta dal mio cromaticamente scoordinatissimo profilo Instagram.
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Un’attenta analisi di mercato mi ha dunque indotto ad individuare i tre tipi di calzatura che dovrò necessariamente procurarmi nelle settimane a venire.

  1. I MOCASSINI COLLEGE

I have a dream chiamato Church’s. Tuttavia I haven’t proprietà immobiliari da ipotecare, il che mi sta inducendo a cercare ovunque delle valide alternative. Magari in pelle. Magari made in Italy, che male non farebbe. Suppongo che la soluzione sia scandagliare i negozi di scarpe per vecchi. Intanto la grandedistribbbuzionemultinazionale mi ha offerto dei suggerimenti.

 

2. SLINGBACK BICOLORE

Credo che qualche anno fa Melluso abbia fatto un modello molto simile alle slingback di Chanel. Non oso immaginare cosa avrei detto di una donna con meno di settant’anni che avesse avuto la sciagurata idea di mettersele ai piedi. Ed invece eccomi qui, nell’anno solare 2016, ancora una volta schiava della muuuoda, a cercare sui siti cinesi delle repliche convincenti in 100% poliuretano.

 

3. SLIPON

Per le giornate in cui non basteranno le pressioni della società capitalista a convincermi che certi contesti esigono un abbigliamento adeguato, ma voglio mantenere un briciolo di dignità. Siccome sono un essere oltremodo noioso e votato alla a-cromia, ovviamente io le desidero nere, in un ormai avvistato in tutte le salse motivo pseudo-rettile. In tutta onestà, però, le trovo molto carine anche nei toni del pesca e del cipria.

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