The Very Inspiring Blogger Award

Stiamo tutti calmy perché qui siamo ad un giro di boa nella storia di questo blog.

SONO STATA TAGGATA! E non una, ma ben DUE volte! E non in un tag qualsiasi, tipo “tag delle spezie preferite” o “tag dei cinque prodotti di cui non puoi fare a meno, mentre espleti le tue funzioni corporali”, bensì nel “Very Inspiring Blogger Award”. 
*si asciuga la lacrima, abbraccia la seconda classificata, saluta ondeggiando la mano come la Regina Elisabetta*
Ok, ok, mi calmo. 
Sono fierissima e gonfia come un tacchino per essere stata taggata da due persone per le quali nutro stima e affetto e che sono quelle buontempone di Veronica e Connie, che ringrazio infinitamente.
*ed ecco che, dopo aver fatto la gradassa, si imbarazza, inizia a balbettare e diventa tutta rossa*
A che punto siamo con le regole?
DOVE SONO LE REGOLE?!
Ah, eccole:
1. Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato
2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio
3. Condividere 7 fatti su di voi
4. Nominare 15 blogger e notificargli la nomination

Dunque a questo punto devo dirvi sette cose su di me. Vediamo un po’.
1.Sono una fanatica di telefilm gialli. La mia tv, Maria De Filippi Regina del Tubo Catodico a parte, potrebbe avere tre canali: Giallo, TopCrime e Premium Crime. Guardo di tutto, da “Lie to me” a “The Mentalist” a “Senza Traccia”, ma il mio preferito di sempre resta “Law and Order SVU”. E “Criminal Minds”, oh quanto adoro “Criminal Minds”! Ma forse quello è merito del dottor Spencer Reed.
2. Conservo integra la mia collezione di peluche di quando ero bambina. Creepy, eh?
Non chiedetemi perché ma (con dolore) ho dato via la mia cucinella e (con disperazione e subendo un trauma che mai metabolizzerò) la mia collezione di Barbie, con case (sì, due), accessori, camper, vestiti e quant’altro. Ma dai peluche non riusciranno mai a separarmi. Anche perché non sono ancora del tutto convinta che non siano animali veri. 
3. Ho la famiglia più disfunzionale che conosca, eppure è composta dalle persone che più mi fanno divertire al mondo. La qualità migliore della mia famiglia è la capacità di saper trovare il lato divertente anche nelle situazioni potenzialmente più angoscianti.  Nonny e Madre restano campionesse imbattute di “Sbaglia la camera ardente e piangi il morto altrui”, per dire. E diciamo che la mela non è caduta lontana dall’albero.
4. Detesto le faccende domestiche, ma adoro fare i “lavori da maschio”. Fammi pitturare, cambiare interruttori, aggiustare antenne, avvitare e svitare o usare il trapano e sarò felice. 
Il mio capolavoro resta il mobile del frigo ad incasso trasformato in dispensa a quattordici anni.
5. Combatto con gli attacchi di panico da quando ho dodici anni circa. A periodi va meglio, qualche volta va peggio; è un lavoro continuo che ha richiesto dieci anni di terapia cognitiva e l’intervento di uno psichiatra fenomenale, il cui insegnamento più importante è stato il “fai quello che devi fare e non rompere i coglioni”.

Dalla mia esperienza penso di aver imparato che l’unica cosa che ti fa superare le paure e ti fa tornare a fare dopo un’esperienza traumatica (e ogni attacco di panico è un’esperienza traumatica) è l’amore. In ogni forma possibile, sia quello dato che quello ricevuto, sia esso rivolto verso una persona, una cosa, un’attività, un animale. È l’unica forza che smuove davvero.

6. Sono una patita del trash, in ogni sua forma e manifestazione. Guardo programmi trash da quando ho memoria, sono stata allevata a pane e Maria De Filippi e in casa vigeva ferrea la regola materna del “vi aiuto con i compiti, ma solo dopo Uomini&Donne”. Sguazzo come un maiale nel fango alle feste di paese terroniche, quelle in cui le famiglie si vestono con i loro abiti migliori per fare lo struscio lungo il corso, tra bancarelle di senegalesi, ambulanti che vendono panini con la porchetta e orride giostre, il tutto condito dal peggio della musica dance degli ultimi 20 anni, alternata all’orchestrina che suona il liscio o dal pianobar con karaoke. Mi esalto davanti alle riviste di gossip più becero, ai matrimoni di provincia e ai litigi delle coppie fatti al supermercato o in mezzo alla strada.
7. Leggo abbastanza. Leggevo tantissimo. Ricordo quando, il primo giorno della prima media, a scuola ci chiesero se e cosa avessimo letto e io sciorinai  una lista di dodici libri, tra cui l’intera saga delle sorelle March, Tre uomini in barca e Incompreso. Sospetto sia uno dei motivi alla base della mia emarginazione sociale di quegli anni. 
Il mio difetto è quello di essere una lettrice disordinata. Non ho la pazienza di dedicarmi ad un autore o ad un genere o alla produzione di un certo periodo e questo nel tempo penso che mi abbia confuso le idee. Ho una conoscenza frammentaria e limitata della letteratura. Difficilmente sono una tipa da best seller. Eccezion fatta per la saga di Harry Potter, i romanzi emergenti mi lasciano sempre poco o nulla. Amo molto quelli che normalmente sono ritenuti “mattoni ottocenteschi”. Magari questa questione libri la approfondisco in un post separato. 
Non sono mai riuscita a leggere i quotidiani. 
E adesso è il momento di elencarvi i miei blog preferiti, quelli che leggo sempre e sempre con piacere, ovviamente in ordine sparso.
  • Vita su Martelo ritengo uno dei più bei prodotti dell’editoria on-line in cui mi sia mai imbattuta. Il che è bizzarro, dal momento che, tecnicamente, non è un prodotto editoriale. Rossana e Gloria sono preparate, divertenti, competenti, brillanti; sanno spaziare dalla cucina, alla moda, al beauty, lasciando inalterata la loro cifra stilistica, ironica e appassionata allo stesso tempo. Ho enorme stima per il loro lavoro (sì, fare i blogger in questo modo si può definire un lavoro, secondo me) e vorrei sapermi destreggiare tra grafica e contenuti un decimo di come sanno farlo loro.
  • Rock ‘n’ Fioccio il lunedì lo tollero meglio, se c’è so che ad attendermi c’è un General Mix preparato da Giulia. Ammiro la preparazione e la passione con cui sono scritti i post: Giulia sa di cosa parla e sa parlarne bene. E poi tira fuori dall’Internet delle chicche a cui io da sola non arriverei mai.
  • Il Blog della Connie: io non so se servano altre ragioni oltre ai tutù fatti a mano e alle case di bambole (quando ho visto questo sono letteralmente impazzita). Nel caso foste completamente scemi e ciò non vi bastasse, sappiate che la verve della Connie non si batte, così come la sua sagacia. E poi perché il musetto imbronciato della Nina è meraviglioso. E poi è la mia mentore e crede sempre in me, a prescindere. 
  • Bella&Scema: Veronica, in realtà, è bella parecchio e scema per niente. Ha una cultura musicale che io non avrò nemmeno tra un milione di anni, una determinazione che ammiro moltissimo, una passione per la danza che ci accomuna. E poi fa pole dance che è una di quelle cose che, se ne avessi la possibilità, vorrei provare prima di subito. Nota dell’ultimo minuto: grazie, Vero, per aver detto tutto ciò che io ripeto da anni a quanti mi perculano per il mio essere una Pellepallida 
  • Diario di una Snob: posso solo immaginare quanto la Snob mi stia odiando e al contempo mi stia deridendo, leggendo che l’ho inserita in questo post. Però io l’adoro e la adoro anche per questo. La adoro per l’onestà, la quasi totale assenza di filtri; la adoro perché non scrive mai per mostrare quanto sia brava (e lo è, tanto), ma per una sorta di necessità di tenere a bada un’urgenza. La adoro perché, come le ha detto qualcuno, legge molto più di quanto scriva e questo trasuda da ogni riga. Quello della Snob è stato uno dei primissimi blog che abbia mai letto e, da quando l’ho scoperto, non ho mai perso un post. Ogni tanto mi illudo di assomigliarle, sotto certi aspetti. Ma lei è molto più di una spanna sopra di quel che io sarò mai.
  • DueditanelcuoreDenai l’ho scoperta da poco e me ne sono perdutamente innamorata. Una sera, qualche tempo fa, le ho scritto che avevo passato due ore di orologio a recuperare i vecchi post e che mi ero commossa leggendoli. La sua risposta (meravigliosa, perché esprime perfettamente quello che penso sia la sua essenza, la sua capacità di essere leggera, pur essendo tutt’altro che superficiale) è stata: “Minchia, Kella! Per due ore di seguito!?” 
  • Che gran vita di merda: Ve l’ho detto che amo il trash, no? Beh, Righetto è il Re indiscusso del trash. I suoi post sono l’esplicitazione dei percorsi mentali dell’italiano medio e, in quanto tali, assolutamente esilaranti. 
  • Ma ti sei vista?: Ma la bravura della Zitella? Io dei suoi “Cazzomimetto?” e delle sue “Pagelle di stile” sono una fan accanitissima. I red carpet hanno assunto un senso del tutto nuovo, da quando la leggo. Mi sento capita. E poi i suoi capelli! Quanto amo i capelli della Zitella! Cioè, una che è assolutamente gnocca e con capelli e pelle perfetta mentre corre (e lei corre sul serio, tipo che fa le maratone e per me questa è già una roba da supereroina) non va solo seguita sul blog su cui scrive, ma deve proprio diventare oggetto di un culto. 
  • The Ghiottona: Rubina è ilarità allo stato puro. Che parli del suo lavoro, della sua esperienza vegetariana, dei saldi, riesce inevitabilmente a strapparmi un sorriso. È così meravigliosamente sincera quando scrive! E poi, come la Connie, è una mamma in gambissima, di quelle che affrontano la maternità con ironia e voglia di fronteggiare i cambiamenti e le difficoltà con il sorriso sulle labbra.
  • Bianco e Nerorimmel: Silvia non scrive. Silvia evoca. Attraverso poche frasi e qualche immagine, ricostruisce una sensazione, un luogo, un’esperienza, un momento. C’è una grande onestà nel suo modo di esprimersi, nonostante a prima vista possa sembrare stringato. Regala frammenti. In realtà il suo dono è proprio quello di lasciarti con la voglia di leggerne ancora e ancora e ancora.
  • Hate Couture: Date un ministero a questa donna! Datele un paese da governare! Non scrive spesso, ma quando lo fa, ha solo idee assolutamente geniali. Roberta è un’insider del mondo delle comunicazioni e dei social e questo, unito ad uno spiccato spirito di osservazione e ad un’ironia pungente, le permette di individuare vizi e idiosincrasie della socialmediablogosfera. E poi è una donna pratica, che affronta i problemy very, per esempio i grossolani errori nella toponomastica del nostro paese o l’inspiegabile successo delle trousse Pupa.
  • Qualcosa di cui sparlare: Martina è una di quelle che non te la manda a dire. Io l’ho scoperta solo da poco, dopo il suo “ritorno”, ma mi piace già un bel po’. Nei post a tema beauty dà il meglio di sè. Leggere la fenomenologia della commessa di Bottega Verde per credere.
  • (A)socialité: Quello di Alice è un blog che dovreste seguire TUTTI SENZA SE E SENZA MA. Una chicca assoluta. Scritto in maniera impeccabile, mai scontata, mai banale, è uno sguardo pulito, ma tutt’altro che ingenuo sulla vita quotidiana. E la vita di Alice assomiglia un po’ alla mia, fatta di famiglia, qualche amico, tv spazzatura, amori-non amori, social, università. Ed è bello vedere che avere una vita “normale” non vuol dire affatto essere omologati. Alice ha una intelligenza spiccata, un’ironia brillante e soprattutto un cuore buono, non zuccheroso, non melenso. Semplicemente buono.
Ok penso di aver detto tutto. Spero che non siate morti di inedia davanti al pc, data la lunghezza del post. Però certe cose vanno fatte per bene, ecco. 
Andate e seguiteli tutti!

6 risposte a "The Very Inspiring Blogger Award"

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