KellaPlanner 2.0

Per la serie “chi la dura la vince”, potrei aver trovato una soluzione ad una delle mie 235898243 questioni in sospeso.

Io lo so che già mesi e mesi fa avevo detto che ci ero riuscita, ma stavolta giuringiurello, parola di scout, montone pecora agnello alla tua specie al tuo credo al tuo gregge sii fedele, ci siamo sul serio.

Il KellaPlanner c’è.

Per l’esattezza c’è un KellaPlanner 2.0, versione riveduta, corretta e migliorata, secondo il mio insindacabile giudizio di ideatrice/produttrice/tester del planner medesimo.

Lungi dall’essere una roba raffazzonata con materiali raccattati in giro per casa di recupero, stavolta mi sono affidata alla sapienza di Pinco Panco e Panco Pinco, i miei gemelli salvatori, proprietari di macchinari atti alla produzione di qualsivoglia bene grafico e/o editoriale di ogni forma e dimensione. Vogliate bene a Pinco Panco e Panco Pinco, sono degli eroi.

Ma basta scazzafottere, parliamo di specifiche tecniche.

Il KellaPlanner 2.0 misura 25×21 cm. è composto da fogli con grammatura 140, che per voi è un dato del cazzo, mentre per me è stato motivo di infiniti ripensamenti e inenarrabile stress. Nello specifico, mi sono fatta stampare un prototipo con carta con grammatura 200: pazzesco, ma serve un filippino deputato al trasporto dell’agenda, qualora volessimo farla uscire di casa. E, ahimé, le spese di spedizione dei filippini di questi tempi sembrano essere piuttosto alte, quindi ho rinunciato. La carta da 140 permette di avere un’agenda dal peso accettabile (tipo una Smemo medio-grande), senza il pericolo che l’inchiostro di pennarelli simil-Stabilo Boss macchi la pagina (provato per voi).

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La spirale metallica, come sanno coloro i quali da mesi sfrangio i coglioni, era un must e sono riuscita ad ottenerla. Le copertine sono disponibili in bianco, nero e stiamo lavorando sul rosa (vi do conferma tra qualche giorno).

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Per quanto riguarda gli interni, li ho ridisegnati praticamente da zero. Resta l’idea di base, che è quella di un planner volutamente molto minimal e pensato per essere decorato a vostro piacimento. C’è una veduta mensile spalmata su due pagine, seguita da un layout settimanale, sul quale, a parer mio, si può scrivere un sacco di roba. In particolare, in questa versione 2.0, siamo passati a un layout verticale, visto e considerato che qui siamo tutte discretamente liste-addicted. Sono previste pagine per le note, una pagina con il calendario annuale e una (colpo di genio siori e siore) per accogliere tutte le vostre password, ID, sarcazzo. Non lasciatevi ingannare dal fatto che io la riempio di cose rosa e pucciose, potenzialmente il planner si adatta senza grande fatica anche ai signori maschi, qualora ci fosse qualche lettore maschio di questo blog.

Il planner è composto da 12 mesi e potete scegliere voi da che mese farlo iniziare.

Il progetto sarebbe poi pubblicare dei piccoli tutorial di arricchimento del planner, cose furbissime tipo tasche, divisori, dashboard e altre minchiate assolutamente fondamentali.

Il prezzo del Kella Planner 2.0, fatti fare i dovuti conti alle menti contabili della mia CRIU (risate registrate), è stato fissato a 25 Eury. Se siete di Roma o dintorni, possiamo organizzarci per consegnarla a mano e approfittarne per prenderci un caffé insieme. Per chi si trovasse altrove, la spedizione sarà effettuata via corriere espresso, ad un prezzo che si aggira intorno ai 6 euro (ero andata a chiedere alle Poste: AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH).

Sarà mia premura scartravetrarvi le palle con foto e spam bestiale, non appena i pianeti si allineeranno e io potrò beneficiare di una giornata di sole ed una reflex nel medesimo momento.

Per ora beccatevi questa preview.

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Qualora qualcuno fosse interessato al KellaPlanner 2.0, può contattarmi qui sul blog, su Facebook, su Twitter, via e-mail o tramite gufo. Trovate tutti i miei contatti nella sezione Info del blog.

P.S. devo ringraziare moltissimo un sacco di persone carine che mi hanno sostenuto, soprattutto dopo l’ultimo sconfortante e sconfortato post. Francamente non me lo aspettavo e sono rimasta sbalordita e letteralmente senza parole. Grazie di cuore.

P.P.S. devo anche ringraziare Te, che mi accompagni dappertutto e ti arrampichi sulle sedie per fare delle foto come si deve, perché io sono impedita e non mi prendi quasi mai per pazza.

Frustrazione

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Chiudo gli occhi.

Ci sono i 500 fottutissimi euro che mi servirebbero per far diventare realtà il progetto del KellaPlanner.
L’ho ridisegnato e secondo me è bellissimo. Ho trovato il sistema per fare le copertine di un colore a scelta. Potenzialmente, avessi un pc decente, potrei addirittura creare design personalizzati. Ci sono le spirali metalliche, argentate o dorate. C’è la possibilità di creare inserti aggiuntivi, per rispondere a particolari esigenze.
Ci sarebbe addirittura possibilità di creare stickers su misura.
Ci sono persone a cui questa idea piace e che decidono di comprare quello che io ho prodotto.
C’è il blog, che riceve tante visite. Che è stato finalmente sistemato ed è diventato più interattivo, più figo. Ci sono sempre io che straparlo di minchiate, ma ci sono anche cose nuove. Tipo foto belle di me e di quello che vedo e vivo. Tipo video in cui mostro come decorare il KellaPlanner o faccio piccoli lavoretti.
C’è qualcuno a cui piacciono i miei sproloqui.
Ci sono io che organizzo tavole rotonde su temi che sono il sottofondo delle vite di un sacco di persone. Il cibo, il corpo, la depressione, l’ansia, l’amore. E ci sono persone che sono felici di partecipare e dicono la loro.
Ci sono persone che si sono rotte il cazzo della socialmediablogosfera  così come è. Che vogliono la qualità. Che studiano o lavorano e gli rode il culo se chi è tanto fortunato da vivere parlando di vestiti o scarpe o trucchi lo fa con mediocrità. Che si sono rotte il cazzo dell’autopromozione e dell’imposizione di modelli e regole. Che sono stanche di aspettare l’imprimatur per stabilire cosa farsi piacere e cosa no. Che vogliono consigli tarati sulle proprie esigenze e vogliono poter dire che qualcosa fa schifo, anche se la it-girl del momento afferma il contrario.
Ci sono persone che trovano che le mie idee non siano poi tanto stupide, anzi. C’è qualcuno che crede in me ed è disposto a supportarmi oppure semplicemente a darmi un’occasione. 

Apro gli occhi.

Update

Ehilà! Guardate chi c’è!
Sono viva eh! Con inverecondo disappunto dei miei nemici (ogni tanto mi piace pensare di avere orde di nemici che mi odiano e tramano alle mie spalle, pur essendo perfettamente consapevole che chimmisicaga?), io sono ancora qua eh già, come un Vasco Rossi qualsiasi. 
Il mio PC invece no, mi ha detto addio, col meraviglioso risultato di avermi reso difficilissimo preparare post, ma anche leggere i blog altrui, pinnare da Fashion Gone Rouge, consultare gli shop on line di marchi che non hanno una app facilmente consultabile, guardare Project Runway su uno schermo decente, ecc.
Ciò nonostante non sono stata con le mani in mano.
Ho finalmente passato l’ultimo, merdosissimo esame all’uni.
Magna soddisfazione quando la lettrice si è complimentata dei risultati raggiunti come autodidatta  (mai preso nemmeno mezza lezione di spagnolo) e il professore mi ha chiesto se avrei frequentato anche il modulo successivo. CORCAZZO (tipica espressione catalana).
Sono andata a parlare con quel sant’uomo del relatore che, con mio grande stupore si ricordava di me. Quindi entro la prossima settimana ho da sistemare quanto già scritto per la tesi, per poi rivederla insieme. Se qualcuno ha una qualunque nozione relativa ai musei virtuali di qualsiasi genere e natura, è pregato di contattarmi. Ogni informazione, notizia, foto, video, immagine filtrata con Retrica è preziosa.
Come dicevo, il mio PC ha dato forfait, così come la fotocamera esterna del mio telefono. Morale: il mio Instagram è più orrendo del solito. Ed è un peccato, perché ho comprato delle lenzuola bianche ed anche un tavolino Lack bianco da Ikea e potrei fare tonnellate di still life, ma il maiunagioiamaimaimai regna sovrano nella mia vita.
Ho finalmente le idee chiare su cosa voglio comprare da mettere addosso ma non ricordo un periodo di eguale indigenza da che ho memoria, quindi niente, mi arrangerò.
Ci sono diverse cose di cui vorrei parlare, per esempio delle maschere Sephora, della mia nuova beauty routine, di libri, di distillati dimmerda prodotti dalla mia mente borderline circa la socialmediablogosfera, nonché della piega che sta prendendo il rapporto tra la mente borderline medesima ed il corpo che la ospita.
Ma avere lo smartphone come unico strumento di ricerca e produzione di post mi rende il tutto piuttosto complesso. Sì, in sostanza mi prende male e di solito finisco a piagnucolare come una poppante a cui tolgono il ciuccio.
Oltretutto scrivere questi sproloqui pantagruelici richiede un’organizzazione mentale di cui novanta volte su cento sono sprovvista.
Allora pensavo: ma se postassi anche cose più “facili”? Che ne so, tipo quando mi saltano in mente quelle riflessioni da quattro o cinque tweet, potrei invece metterle qui, anche se si trattasse di poche righe e magari una foto o un video o un link. Magari vedo un film e ci scrivo due parole su. Magari riporto un brano da un libro. Magari vedo qualcosa in mezzo alla strada che cattura la mia attenzione e la metto nero su bianco.
Sì? No? Che idea dimmerda, Kella?

Ho bisogno di feedback.
E anche di consigli su font belli e migliorie da apportare al blog, non appena un nuovo pc sarà nelle mie mani.
Ditemi qualcosa prima che vi tiri un martello sul ginocchio, urlando “PERCHÉ NON PARLATE!”