(Senti)mentale

Temo l’imbarazzo.
Non sono in grado di gestirlo o di nasconderlo. Mi si legge nel viso che si infiamma e negli occhi che diventano lucidi.
E allora cerco di evitarlo.
Sono brava a ridere di me, dei miei difetti. Li sbatto in faccia al mondo. Ti dico guarda sono così, prendere o lasciare.
E mi aspetto che mi si lasci.
Non è forse la soluzione più ovvia? Ti do il permesso di lasciare perdere e di farlo senza sensi di colpa. Io odio i sensi di colpa.
Io mi vado benissimo così, ma non ci sono buone ragioni per cui possa andare bene agli altri.
Se mi prendi per come sono, stai facendo un sacrificio, è ovvio. A nessuno piacciono difetti e ossessioni. E se tu te li fai andare bene, è perché stai chiudendo un occhio su qualcosa, perché mi fai un favore. E io i favori non li voglio da nessuno. Mai.
I favori vanno restituiti. E io non voglio debiti.
Perché come si fa a pagare debiti grossi così? Come i miei difetti e le mie ossessioni.
Ricevere mi imbarazza, ci sono poco abituata. Non chiedo mai molto, mi accontento delle briciole perché penso che in fondo non possa pretendere più di questo.
In cambio ti do pezzi interi di me, quelli che non dovrei. E finisco per perdermi.
Mi faccio prendere dallo stupido e insensato bisogno di sentirmi necessaria per qualcuno.
Vivo in un mondo ingenuo, troppo poco egoista.
Mi illudo che le bugie non servano e che perciò non vengano dette.
Mi illudo che non chiedere nulla possa fare, la differenza, che possa rendermi speciale.
E invece è solo il modo migliore per farsi male.
Non chiedere nulla ti rende debole. Ed è una lezione che non riesco a imparare, a quanto pare.
Non chiedere nulla ti rende una preda facile.
Facile da fare a pezzi. Ancora più facile da buttare via.

2 risposte a "(Senti)mentale"

  1. Sembra di leggere me stessa. La me stessa che lascio nascosta in un file del pc, che mi guardo bene dal condividere con chicchesia. Stessi incipit. Stesse conclusioni. E solitudine, nel profondo nell'anima.

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  2. Non devo dirti la fatica per tirare certi pensieri fuori dalla mia testa e metterli nero su bianco. Diventano così definitivi! Li ho tenuti a lungo nei miei quaderni anche io (sì perché io sono vecchia dentro e scrivo a penna su quaderni chiccosi). Poi mi son detta che ero stanca di passare per la figadigranito ed era ora di farlo sapere agli altri che sono fatta così, Magari avrei dato loro una chiave di lettura. E ti dirò, chi ha voluto, ha capito.

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