Kella Planner

Contro ogni pronostico, forse ce la stiamo facendo: il Kella Planner può diventare realtà!

Dunque, cerchiamo di capirci qualcosa.

COS’È IL KELLA PLANNER?

Il Kella Planner è nato a inizio anno, costruito con le mia mani sante, dal momento che in Italia non è possibile reperire il celeberrimo planner di Erin Condren, che era quello che più di ogni altro si avvicinava alla mia idea di perfezione in fatto di planner, agende, sarcazzo. In parecchi mi hanno detto che era una bella idea e che gli sarebbe piaciuto averlo, allora ho fatto un po’ di ricerche e alla fine eccoci qua.

COME È FATTO IL KELLA PLANNER?

Il Kella Planner è nato con l’idea di essere il più personalizzabile possibile. Di base si tratta di un’agenda a spirale metallica, con copertine in cartoncino plastificato bianco. È largo quanto un normalissimo foglio A4 e lungo 24,5 centimetri.

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Ogni mese si compone di:

– DASHBOARD ovvero un quadratone bianco in cui scrivere, disegnare, colorare, appiccicare cose, prendere appunti. Sopra il quadratone bianco c’è una linea su cui scrivere il nome del mese.

– LAYOUT MENSILE ovvero due pagine di meravigliose caselline. I numeri vanno inseriti, ma in alto trovate i giorni della settimana, oltre alla solita riga per scrivere il mese. Di lato invece c’è una colonna a righe, perché vuoi non farla una lista di liste di cose da elencare? Certo che sì

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– LAYOUT SETTIMANALE ovvero due pagine per i sette giorni della settimana, ognuno dei quali ha il proprio bel rettangolone bianco, accanto a cui scrivere la data. Per ogni settimana, inoltre, ci sono spazi a righe ed uno spazio completamente bianco, per appunti, post it, adesivi e disegnini. 

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La scelta di non aggiungere date all’agenda sembra una minchiata, invece è piuttosto furba, perché vi permetterà di iniziare ad usarla dal mese che preferite. A quanto pare, ottenere che il retro dell’agenda sia in cartone pressato è più difficile che trovare una Chanel in omaggio con Oggi, quindi ho dovuto rinunciarvi. MA il piano è quello di realizzare dei tutorial (oddio, non ci credo che ho detto questa cosa) per apportare modifiche e personalizzare il Kella Planner, in modo che diventi esattamente come lo desiderate. E la prima cosa che vorrei mostrarvi è proprio come “costruire” un retro in cartone pressato, per quanti lo volessero.

Se la cosa vi interessa, scrivetemi pure, qui, su Twitter, su Facebook o dove vi pare. Trovate tutti i contatti nella pagina Info.

New Beginning

Insomma tira una certa aria di cambiamenti da queste parti, che dite? Che ve ne pare di questo posto nuovo? A me non dispiace per nulla, mi sembra più ordinato, pulito. Più sensato. E devo complimentarmi con il Signor WordPress, perché la app è 8509838157 volte migliore di quella Blogger. Per il resto, Signor WordPress, temo che mi servirà un insegnante di sostegno, perché sono incapace a gestirti a livelli non contemplati prima.

Scusa, Blogger, io ti ho molto amato, perché ti capivo, eri comprensibile perfino ad una testa di minchia bionda come me, che a stento è in grado di premere il tasto di accensione del ferro arricciacapelli, per farlo riscaldare (e non sempre me ne ricordo e passo i successivi venti minuti a bestemmiare in sanscrito PERCHÉ STO COSO DIMMERDA NON FUNZIONA?!”)

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È che a me le cose facili non sono mai piaciute, caro Blogger. E quindi mi ritrovo qui, davanti a questo editor noto soprattutto per la possibilità di aggiungere plugin, senza capire dove cazzo stiano, questi benedetti plugin. Machemmifrega?! La tastiera è sempre quella, anzi qua ci sono pure già inseriti i caratteri speciali, così non devo farmi venire le crisi per scrivere la “e” maiuscola con l’accento. Che poi, il 2015, le sonde su Marte, le macchine ad idrogeno, la domotica e qua io ancora non ho la “e” maiuscola accentata sulla tastiera. Ho il simbolo “ç”, ho perfino il simbolo “§”, che Dio solo sa cosa voglia dire  (sono quasi certa che non compaia nemmeno in “Metodo semplificato per la lettura delle Antiche Rune”, quindi è molto probabile che sia un segno convenzionale del maligno), MA NON HO LA FOTTUTISSIMA E MAIUSCOLA ACCENTATA. Due cose dovevate fare, scienziati intellettualoidi dei miei coglioni: inventare il teletrasporto e mettere la “e” maiuscola accentata sulle tastiere. No, voi espandete l’ASCII, vi inventate la codifica a 16 e 32 bit dei caratteri per rappresentare gli ideogrammi cinesi, ma la “e” maiuscola accentata sulla tastiera non siete in grado di metterla. Chevvipossino, scienziati burloni che non siete altro.

Vabbè quindi, bando alle ciance. Sono qui per una dichiarazione di intenti. Seguirà lunghissimo giro di parole, prima di arrivare alla dichiarazione medesima.

Siccome io sono nata stanca, sono pigra, infingarda e baso la mia vita sul potente motto del “mi scoccio”, dico che faccio le cose e poi finisco sempre per non farle. Allora, siccome io DEVO farle, perché in realtà lo voglio, ma sono affetta da pesoculismo cronico, vi elenco di seguito i post che intendo scrivere nei prossimi giorni. Non mesi, non anni, non in un imprecisato futuro spazio-temporale. DEVO scriverli nei prossimi giorni:

– Storia di Storie: un progetto BELLISSIMO, pazzesco, con un potenziale altissimo, ideato da una persona dolcissima, che stimo ogni giorno di più. Intanto vi lascio il link https://storiadistorie.wordpress.com/

– Home Decor: ovvero essere poveri e voler rendere instagrammabile la propria camera.

– Rubrica Pinterest: essendomi autoeletta reginetta incontrastata di Pinterest, ho pensato che tipo una volta al mese potrei sottoporvi le cose che più mi sono piaciute, riguardanti varie categorie che sono ancora da stabilire, ma se avete idee, sparate pure.

– Libri: io non vi parlo mai dei libri. E questa cosa non va bene. Non che io sia un’esperta, però proprio per questo, sottoponendovi le mie riflessioni, potrei avere spunti interessanti.

– Beauty: anche questa vorrei che diventasse una rubrichetta. Qui, però, più che mai gradirei il vostro aiuto. Ci sono argomenti specifici che vi interessano? Qualcosa che più di altro vi crea grattacapi, dubbi, difficoltà? Chiedete e vi sarà scritto.

– Alimentazione: ci siamo, è QUEL  periodo dell’anno, quello in cui ritornano le anZie per l’imminente prova costume. Stufa di leggere minchiate in giro per la socialmediablogosfera, ho deciso di parlare dell’argomento a modo mio.

Ecco qua. Questi sono i miei piani. Adesso tocca a voi: dovete lamentarvi, cagarmi il cazzo, minacciarmi di mutilazioni e di farmi vestire Desigual per i prossimi dieci anni, in caso non mi sia una mossa a scrivere e non mantenga la parola data. Su, datemi il mignolo, pinkie promise.