New Beginning

Insomma tira una certa aria di cambiamenti da queste parti, che dite? Che ve ne pare di questo posto nuovo? A me non dispiace per nulla, mi sembra più ordinato, pulito. Più sensato. E devo complimentarmi con il Signor WordPress, perché la app è 8509838157 volte migliore di quella Blogger. Per il resto, Signor WordPress, temo che mi servirà un insegnante di sostegno, perché sono incapace a gestirti a livelli non contemplati prima.

Scusa, Blogger, io ti ho molto amato, perché ti capivo, eri comprensibile perfino ad una testa di minchia bionda come me, che a stento è in grado di premere il tasto di accensione del ferro arricciacapelli, per farlo riscaldare (e non sempre me ne ricordo e passo i successivi venti minuti a bestemmiare in sanscrito PERCHÉ STO COSO DIMMERDA NON FUNZIONA?!”)

d45a3cc0336c6eb25a8c9c399ab8802d

È che a me le cose facili non sono mai piaciute, caro Blogger. E quindi mi ritrovo qui, davanti a questo editor noto soprattutto per la possibilità di aggiungere plugin, senza capire dove cazzo stiano, questi benedetti plugin. Machemmifrega?! La tastiera è sempre quella, anzi qua ci sono pure già inseriti i caratteri speciali, così non devo farmi venire le crisi per scrivere la “e” maiuscola con l’accento. Che poi, il 2015, le sonde su Marte, le macchine ad idrogeno, la domotica e qua io ancora non ho la “e” maiuscola accentata sulla tastiera. Ho il simbolo “ç”, ho perfino il simbolo “§”, che Dio solo sa cosa voglia dire  (sono quasi certa che non compaia nemmeno in “Metodo semplificato per la lettura delle Antiche Rune”, quindi è molto probabile che sia un segno convenzionale del maligno), MA NON HO LA FOTTUTISSIMA E MAIUSCOLA ACCENTATA. Due cose dovevate fare, scienziati intellettualoidi dei miei coglioni: inventare il teletrasporto e mettere la “e” maiuscola accentata sulle tastiere. No, voi espandete l’ASCII, vi inventate la codifica a 16 e 32 bit dei caratteri per rappresentare gli ideogrammi cinesi, ma la “e” maiuscola accentata sulla tastiera non siete in grado di metterla. Chevvipossino, scienziati burloni che non siete altro.

Vabbè quindi, bando alle ciance. Sono qui per una dichiarazione di intenti. Seguirà lunghissimo giro di parole, prima di arrivare alla dichiarazione medesima.

Siccome io sono nata stanca, sono pigra, infingarda e baso la mia vita sul potente motto del “mi scoccio”, dico che faccio le cose e poi finisco sempre per non farle. Allora, siccome io DEVO farle, perché in realtà lo voglio, ma sono affetta da pesoculismo cronico, vi elenco di seguito i post che intendo scrivere nei prossimi giorni. Non mesi, non anni, non in un imprecisato futuro spazio-temporale. DEVO scriverli nei prossimi giorni:

– Storia di Storie: un progetto BELLISSIMO, pazzesco, con un potenziale altissimo, ideato da una persona dolcissima, che stimo ogni giorno di più. Intanto vi lascio il link https://storiadistorie.wordpress.com/

– Home Decor: ovvero essere poveri e voler rendere instagrammabile la propria camera.

– Rubrica Pinterest: essendomi autoeletta reginetta incontrastata di Pinterest, ho pensato che tipo una volta al mese potrei sottoporvi le cose che più mi sono piaciute, riguardanti varie categorie che sono ancora da stabilire, ma se avete idee, sparate pure.

– Libri: io non vi parlo mai dei libri. E questa cosa non va bene. Non che io sia un’esperta, però proprio per questo, sottoponendovi le mie riflessioni, potrei avere spunti interessanti.

– Beauty: anche questa vorrei che diventasse una rubrichetta. Qui, però, più che mai gradirei il vostro aiuto. Ci sono argomenti specifici che vi interessano? Qualcosa che più di altro vi crea grattacapi, dubbi, difficoltà? Chiedete e vi sarà scritto.

– Alimentazione: ci siamo, è QUEL  periodo dell’anno, quello in cui ritornano le anZie per l’imminente prova costume. Stufa di leggere minchiate in giro per la socialmediablogosfera, ho deciso di parlare dell’argomento a modo mio.

Ecco qua. Questi sono i miei piani. Adesso tocca a voi: dovete lamentarvi, cagarmi il cazzo, minacciarmi di mutilazioni e di farmi vestire Desigual per i prossimi dieci anni, in caso non mi sia una mossa a scrivere e non mantenga la parola data. Su, datemi il mignolo, pinkie promise.

Delirio domenicale

Tutto avrei pensato nella vita meno che di sviluppare questa ridicola tendenza a voler contare qualcosa.

Ma cosa cazzo dico? Io sono una di quelle persone patologicamente insicure, che nella vita null’altro ha fatto che cercare di essere all’altezza delle altrui aspettative. È una spinta primordiale, irrazionale, pre-riflessiva. Io mica me ne rendo conto, so solo che, quando mi riconosco una mancanza, soffro; quando mi accorgo che da me ci si aspettava qualcos’altro, mi imbarazzo.
Per non parlare della mia irrimediabile incapacità nella gestione del conflitto. Dico una cosa, ci credo profondamente, ne sono convinta. Poi, una persona di cui ho stima dice il contrario. Imbarazzo, disagio, messa in discussione (sicuramente sono io a sbagliare, alla fine, che vuoi che ne sappia?), negoziazione (sí, certo, lo penso, ma per te che dici il contrario non vale, perché ti stimo).
COSA CAZZO FAI, CRETINA? Non capisci che svaluti il tuo pensiero, le tue opinioni e, in ultima analisi, te stessa?
Ce lo ricordiamo cosa dicevo QUI? Ho ripetuto alla nausea quanto io detesti la mancanza di argomentazione delle proprie idee, però io incappo colpevolmente nell’errore inverso: pur di mediare, pur di trovare un posto alle opinioni discordanti, metto da parte la mia.
Il che è addirittura controproducente: vince chi più alza la voce, vince chi afferma, senza ammissione di repliche. Quindi non vinco io. Ma a questa logica non riesco proprio a piegarmi.

Sì, Kella, che riflessioni profonde di domenica mattina, complimenti, tu sí che sai come fare presa sui tuoi lettori, sicuramente ti si cagheranno parecchio. E poi, mi raccomando, continua a lamentarti del fatto di non essere cagata, senza muovere un dito perché la situazione cambi.
Ok, scusate.

Eppure ne avrei di cose più interessanti da dire. Ho un bel po’ di post in mente. Vorrei parlarvi di libri, di un progetto bellissimo creato da una persona bellissima, delle mie difficoltà nel fare delle foto passabili per Instagram, delle mie preoccupazioni sui trend per la prossima primavera, come stiamo trasformando una stanza squallidina in un piccolo monolocale; vorrei consigli su una serie di menate “tecniche” del blog (ci ho provato da sola, giuro, ma non riesco proprio) e vorrei lanciare un progetto di crowd-writing per realizzare  (dal nulla) il mio curriculum.
Se avete altre idee o volete sentire la mia universalmente valida opinione su qualche argomento specifico, non esitate a chiedere.
Magari è la volta buona che scrivo qualcosa che non siano le mie solite lamentele.